23 May 2012

Πάνος Τσολάκος ( Panos Tsolakos ) - Κεραμίστας














 Ο Πάνος Τσολάκος είναι διακεκριμμένος κεραμίστας και ζεί στη Faenza της Ιταλίας.
Είναι πρώτος ξάδελφος με τη συγχωρεμένη την μάνα μου αρα εγώ τον έχω θείο.
Δυστυχώς δεν αξιώθηκα να παω ποτέ κοντά του.Από Ιταλικά βούρλο και έτσι μονο οι κατέχοντες τη γλωσσα θα διαβάσουν για τον Νότη Τσολάκο.
Από αυτα που ξέρω στα εφηβικά του χρόνια έκανε παρέα με τον Δημήτρη Μυταρά τον γνωστό ζωγράφο και ήταν φίλος με τον Κώστα Καζάκο.Θέλανε και οι τρεις να γίνουν ηθοποιοί τελικά έγινε μόνο ο Καζάκος. Ο Νότης απο μικρός είχε κλήση στην αγγειοπλαστική και θυμόταν η μάνα μου ότι πάντα περιφερόταν στις ακρογυαλιές της Χαλκίδας και μάζευε διάφορα βότσαλα και άλλα...
Έφυγε λοιπόν για Ιταλία και πήγε στη μητρόπολη της κεραμεικής τέχνης την Faenza.Εκεί πρόκοψε...μεγαλούργησε παίρνοντας το βραβείο του καλλίτερου κεραμίστα το 1971,παντρεύτηκε ζεί εκεί...εχει παιδιά αλλα δεν ξερω τι και πόσα.
Θ απροσπαθήσω μεσω ιντερνετ να τον εντοπισω και να γραψω περισότερα κάποτε.



 Una pubblicazione che dà modo di conoscere meglio Panos Tsolakos, uno dei protagonisti del rinnovamento ceramico avvenuto a Faenza negli anni Sessanta e Settanta, vincitore del Concorso Internazionale della Ceramica d’ arte del 1971 e di numerosi e prestigiosi altri riconoscimenti in Italia ed all’estero. “Panos Tsolakos in conversazione con Franco Bertoni” è il libro (pubblicato da Edit Faenza) che viene presentato mercoledì 24 novembre 2004 (alle ore 18.00) nella sala convegni del Museo Internazionale delle Ceramiche.
Nella conferenza, organizzata dal Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, con il sostegno della Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza, accanto a all’artista Panos Tsolakos e a Franco Bertoni, esperto delle collezioni moderne del Museo delle Ceramiche, sono previsti gli interventi di Dante Stefani e Jadranka Bentini, presidente e direttore del M.I.C., Donatella Callegari, assessore alla Cultura Faenza, Pier Giorgio Bettoli, presidente della Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza, Claudio Spadoni, storico dell’arte.
Franco Bertoni, ha impostato in forma di intervista il testo che, spiega “oltre che a collocare i primi punti di riferimento nell'intensa attività di Panos Tsolakos in attesa di un’ auspicata monografia, ha il pregio di ripercorrere, sul filo della memoria di un protagonista, personaggi e eventi di un felice momento delle storia artistica e ceramica faentina che si è svolto sotto il segno di un dialogo con il più ampio mondo della cultura internazionale e di un’ originale e innovativa ricerca tecnica e formale.”

Colloquiando con l’artista, si ritorna al periodo in cui mentre era ancora alto e vigoroso il magistero di Angelo Biancini che aveva dato nuovi orizzonti ai destini della ceramica assimilandola a una produzione più propriamente scultorea, una nuova generazione iniziava a dimostrare una certa insofferenza nei confronti del repertorio essenzialmente figurativo, e procedeva, parallelamente, sia ad indagare le possibilità espressive offerte da un materiale quale il grès, sia a dimostrare maggiori attenzioni verso le correnti artistiche filiate dell’Astrazione e dall' Informale.
Carlo Zauli e Panos Tsolakos sono stati, a Faenza, i maggiori interpreti di questa tendenza: grande fu l'urto che il grès provocò nella tradizione ceramica faentina dove significava trasgredire alle radicate concezioni e prassi di una ceramica quasi esclusivamente come oggetto domestico; maiolica e decoro. “Il "brutalismo" materico del grès” aggiunge Bertoni “veniva certamente da lontano, nel tempo e nello spazio, ma si dimostrò la carta vincente per artisti che seppero declinare una nuova sensibilità espressiva in sculture, oggetti unici e, industrial design tramite le loro collaborazioni con alcune tra le più importanti aziende produttrici di piastrelle del periodo. La ricerca condotta sul grès nella Faenza degli anni Cinquanta e Sessanta coinvolse il Laboratorio Tecnologico dell'Istituto d' Arte diretto da Tonito Emiliani che fornì tecnici qualificati alle maggiori industrie italiane, lo studio di Zauli, partito sul solco della maiolica, e l'atelier di Panos Tsolakos che si dedicò fin dall'inizio a questo materiale.”
La centralità del grès per gli sviluppi della ricerca ceramica italiana di quegli anni è attestata sia dalle coeve esperienze svolte in area pesarese e veneta, se pur con esiti e intenti diversi, sia dall'attrazione esercitata da Faenza nei confronti di artisti, collezionisti, critici d'arte, galleristi, aziende e studenti provenienti da tutta Europa e dal mondo e richiamati in questa città proprio per le ricerche tecniche e artistiche che vi si stavano conducendo. Anche il Concorso Internazionale della Ceramica e il Museo Internazionale delle Ceramiche hanno rivestito un ruolo non secondario in questa vicenda, premiando e accogliendo nelle collezioni permanenti opere realizzate quasi esclusivamente in grès nel periodo che va dal 1961 al 1973.




PANOS TSOLAKOS

Nasce a Chalis, in Grecia, nel 1934 ed è qui che apprende le prime rudimentali nozioni sulla tecnica della ceramica dagli artigiani del luogo. Dopo gli studi classici, e la partecipazione, nel 1958, alle esposizioni di Ostenda e Gmunden, soggiorna per breve tempo a Parigi.
Nel 1960 vince una borsa di studio per l’Italia e si trasferisce a Faenza. Qui segue per quattro anni i corsi dell’Istituto d’Arte per la Ceramica, ed inizia a conoscere ceramisti già affermati ed a partecipare a mostre e concorsi. In breve tempo, arrivano le prime affermazioni ed i primi successi. Nel 1963 tiene una prima personale con il grès ad Atene, nella galleria “Architektoniki” e pubblica sui giornali greci vari articoli sulla ceramica.” Nel 1964 partecipa per la prima volta al Concorso Internazionale per la Ceramica d’Arte Contemporanea di Faenza e vince il secondo premio.
Nello stesso anno, tiene una personale al Palazzo Charlotteborg di Copenaghen. Nel 1968 si aggiudica il primo premio alla Biennale per la Ceramica di Vallauris dove due anni dopo vincerà un riconoscimento speciale. Sempre nel 1970, si aggiudica il primo premio alla Biennale per la Ceramica di Gubbio. Nel 1971 vince il Premio Faenza ed il Concorso Internazionale per la Ceramica di Gualdo Tadino. Nel 1972, espone alla Biennale d’Arte di Venezia e due anni dopo partecipa all’Esposizione della Ceramica Europea di Freisen (Colonia):
Nel 1970 era entrato in contatto con vari architetti svizzeri, iniziando un stretta collaborazione con Alberto Finzi di Lugano con cui realizza una serie di opere scultoree in ceramica, marmo, granito e bronzo per diversi edifici pubblici e di culto (come la cattedrale di Chiasso) e un grande rilievo in ceramica per un complesso scolastico a Massagno.
A Reinfeld, presso Basilea, realizza un grande rilievo in ceramica e un una chiesa del Lussemburgo, un grande fonte battesimale. Dal 1972 collabora come designer, per la ceramica Iris.
Sue opere sono conservate in diversi musei e collezioni private. Vive e lavora a Faenza. Da diverso tempo si è ritirato dalle attività espositive.

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